Come riconoscere il Pinot Nero?

Come riconoscere il Pinot Nero?

Il Pinot Nero è uno dei vini più importanti al mondo: si fa a partire da un’uva scontrosa e difficile, che vinificata ad arte regala vini di qualità e finezza fuori dal comune. La sua formula è messa a punto in Borgogna e da lì si è diffuso in tante parti del mondo, dove ha saputo trovare nuove, indimenticabili, espressioni. Come fare per riconoscerlo? Ecco una piccola guida per orientarsi e riconoscere il Pinot Nero, uno dei vini più incredibili di sempre.

Il Pinot Nero o lo si ama o lo si odia. Per chi, come noi, appartiene alla prima categoria ecco una piccola guida per imparare a riconoscerlo.

Prima di partire: noi di Sommelier Wine Box adottiamo questa regola per distinguere il vitigno dall'omonimo vino: l'uva in minuscolo, il vino in maiuscolo. Iniziamo!

Da dove viene il pinot nero?

Il pinot nero è un vitigno autoctono della Borgogna, dove si coltiva da oltre 2000 anni. In particolare sono i premier cru della Côte d’Or (composta da Côte de Beaune e Côte de Nuits) dove si producono i Pinot Nero più eleganti al mondo.

Quali sono le caratteristiche dell’uva che influenzano il Pinot Nero?

La buccia dell'uva di pinot nero è molto sottile e poco resistente (si crepa facilmente), per questo il vino che se ne ricava è poco colorato e leggero (nella buccia ci sono le sostanze coloranti, gli antociani, così come i tannini). Ci riferiamo naturalmente alla vinificazione in rosso, in purezza. L'affinamento, specie in Francia, è generalmente in legno ma con botti non molto tostate: l'apporto del legno è contenuto.

Da cosa profuma il mosto di pinot nero?

Il mosto di questo vitigno non ha peculiarità ma, anzi, è caratterizzato da note erbacee che sono comuni alla maggioranza dei vini. Ma dopo la fermentazione alcolica inizia la magia perché spuntano le note tipiche del Pinot Nero.

Come riconoscere il Pinot Nero alla cieca?

Qui vediamo i trucchi per riconoscere il Pinot Nero vinificato in rosso (quest'uva infatti è usata anche per vinificazioni in bianco, per realizzare ottimi vini spumanti).

1. Del colore poco intenso abbiamo detto: l'indizio che siamo di fronte al Pinot Nero è dato dal fatto che nel calice si noti un rosso rubino trasparente. Se si tratta di un Pinot Nero con molti anni sulle spalle, il colore virerà verso l’aranciato, sempre molto chiaro.

2. Al naso il Pinot Nero si riconosce per il bouquet fine. Dominanti sono gli eleganti sentori di piccoli frutti di bosco (ribes, lampone, mirtillo, fragolina di bosco, mora). Questo profilo è arricchito anche da ciliegia e violetta. Se si tratta di un Pinot Nero di una vecchia annata, questi profumi si arricchiscono di note speziate, sentori di tabacco, di liquirizia, di cuoio.

Le note erbacee possono sfociare in alcune tipiche "puzze", denominate nel lessico del vino nei modi più diversi (dal pollaio al farmyard, dal brett all'organico): si tratta di odori del tutto tipici dei Pinot Noir della Borgogna. 

3. All’assaggio è setoso, fresco, dai tannini vellutati (dati dal sapiente affinamento in legno)

4. È un vino molto persistente

Come evolve il Pinot Nero?

Il Pinot Nero ha grande capacità di evolvere, anzi ha bisogno di tempo per maturare e diventare davvero grande. La capacità di durare nel tempo dipende naturalmente dalla qualità e dall'intenzione con cui è stato prodotto. Si va dai pochi anni ai 15 e più.

I tipici profumi di frutti rossi del Pinot Nero sono molto stabili negli anni, e nei casi dei migliori vini i profumi diventano sempre più fini ed eleganti.

– Leggi anche: tutto quello che c’è da sapere sul pinot nero (il vitigno)

Consigli per degustare il Pinot Nero?

Perché il Pinot Nero dia il meglio di sé scegliere un calice ampio da vino rosso.

Se il Pinot Nero è invecchiato, aprirlo almeno un’ora prima. 

Servirlo tra 17 e 18° C.

Goderselo a piccoli sorsi: sarà stupire nel corso della degustazione proprio per la progressione.

Berne un calice da solo, i successivi abbinato a formaggi francesi - se piacciono - come Camembert o Epoisses de Bourgogne.

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Reference:

Questo pezzo è stato scritto facendo ricerca con curiosità. Tra le molte, sono state letture importanti Il Respiro del vino di Luigi Moio, Pinot nero: caratterizzazione comparativa dei biotipi selezionati all'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige di U. Malossini, F. Mattivi, A. Monetti, G. Nicolini, I. Roncador, e M.E. Vindimian.