Dove inizia la qualità del vino? Tre fattori qualitativi della vigna da conoscere

Dove inizia la qualità del vino? Tre fattori qualitativi della vigna da conoscere

La vigna è il vino e il vino è la vigna: questa è una delle tanti chiavi di lettura della vigna: esprime bene cosa questa rappresenti per la produzione del vino. L’impianto di una nuova vigna crea un piccolo ecosistema nel quale fattori come vitigno, terreno, microclima e tecniche colturali devono interagire alla perfezione per raggiungere i migliori risultati qualitativi. Scopriamo assieme gli elementi che influenzano la vita della vigna, e quindi la qualità del vino che arriva nel nostro bicchiere.

Ci siamo chiesti: cosa si fa davvero in vigna? Ecco una piccola guida ai fattori qualitativi che vale la pena conoscere.

Molteplici sono i fattori che influenzano la qualità della vigna. Si dividono in:

1. Fattori interni alla vigna:

Vitigno e portainnesto.


2. Fattori esterni alla vigna: 

Latitudine e altitudine, clima e temperatura, terreno.


3. Tecniche colturali in vigna: 

Potatura e sistemi di allevamento.

    Analizziamo queste tre tipologie di fattori una per una, in un piccolo glossario della vigna.

    1. Cos'è il vitigno?

    La produzione di vini di qualità è strettamente legata alla scelta del vitigno e del portainnesto. Non tutti i vitigni hanno la stessa adattabilità alle diverse condizioni climatiche e territoriali. Alcune uve, come Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon, si adattano perfettamente in tante aree diverse. Altri sono molto più esigenti da coltivare, come il Nebbiolo o il Pinot nero.

    I vitigni possono quindi essere: autoctoni, cioè nati e coltivati in quella specifica zona, oppure alloctoni, ovvero diffusi in ogni continente dove cresce la vite (questi sono detti “internazionali” se la diffusione supera addirittura la nazione di origine).

    1. Cos’è il portainnesto?

    Il portainnesto è una parte di pianta (generalmente costituita dalle sole radici) che viene innestata da un fusto di un’altra pianta al fine di ricavarne fiori o frutti. Per evitare l’azione spietata della fillossera, il portainnesto delle viti è quasi sempre di origine americana, anche se in alcuni paesi come Cile e Argentina la coltivazione è a piede franco, senza il portainnesto appunto.

    2. Latitudine e Altitudine

    Latitudine e altitudine sono due fattori cruciali per la viticoltura: la latitudine è una coordinata geografica che indica la distanza dall'Equatore, mentre l’altitudine misura la distanza verticale dal livello del mare. Il punto di partenza è che la vite è una pianta esigente e richiede specifiche condizioni climatiche, temendo il freddo ma anche il caldo eccessivo.

    Nell’emisfero boreale (quello nord) la vite cresce al meglio se è compresa tra il 40° e il 50° parallelo di latitudine, mentre nell’emisfero australe le zone migliori sono concentrate nella fascia tra il 30° ed il 40° parallelo. L’Italia occupa una posizione privilegiata: le vigne, da noi, sono situate soprattutto in collina (60%) e in montagna (8%), mentre il 32% è in pianura.

    2. Clima e temperatura

    Il clima è un altro fattore determinante per la buona riuscita della vendemmia: pioggia, siccità e grandinate condizionano ogni anno la produzione viticola. Per garantire l’ eleganza del vino, e in generale la qualità, le temperature non devono essere né troppo elevate né troppo basse (le gelate, specie quelle tardive, possono compromettere lo sviluppo delle gemme).
    L’elemento fondamentale è l’escursione termica tra le temperature della notte e del giorno, perché permette la concentrazione nella buccia degli acini di sostanze aromatiche, determinando profumi più intensi ed eleganti.

    2. Terreno

    La vite non richiede terreni fertili, ma predilige invece quelli poveri, che si differenziano in base alla loro composizione. Calcare, marna, scisti e argille sono le componenti più diffuse nei terreni viticoli.
    Terreni calcareo – marnosi conferiscono ai vini colori compatti e profondi, aromi intensi e complessi, struttura, bassa acidità, ricchezza di alcol etilico e finezza.
    Il terreno calcareo – arenaceo contiene sabbia in discreta percentuale e regala vini
    equilibrati con profumi fini, anche se non sempre adatti a lunghissimi. invecchiamenti. I vini che si ottengono sono di pronta beva, freschi e fragranti.
    I terreni argillosi sono più idonei per la coltivazione di uve a bacca nera. Si ottengono vini  morbidi, longevi e di grande qualità: trattengono gli elementi concimanti e favoriscono il nutrimento delle viti.

    3. Potatura

    La potatura è un’attività di grande fascino: consiste in una serie di interventi svolti dal vignaiolo in vigna, sulle piante. L’obiettivo è modificare a livello qualitativo e quantitativo il modo di fruttificare di una pianta, darle forma e mantenerla nel tempo. In inverno la potatura è effettuata una volta (potatura secca), mentre in estate in un paio di momenti (potatura verde). La potatura secca determina il numero di gemme che daranno origine ai grappoli: le potature sono “corte” se la produzione è orientata verso l’elevata qualità, oppure “lunghe” se si predilige la quantità. Con la potatura verde, invece, si dà forma alla pianta, la si pulisce dai germogli e si eliminano le foglie che impediscono la buona aerazione dei grappoli.

    3. Sistemi di allevamento

    Vitigno e condizioni pedoclimatiche impongono scelte relative al sistema di allevamento: devono essere garantite un’ottima esposizione delle foglie ai raggi del sole. I sistemi di allevamento sono vari:

    • Alberello basso: utilizzato nel sud dell’Italia, in Spagna e nella Valle del Rodano. La vite non viene legata a un sostegno ma è sottoposta a una potatura che lascia poche gemme.
    • Pergola semplice e doppia: diffuse in Trentino Alto Adige, determina uno sviluppo fogliare che ripara i grappoli dall’azione diretta del sole.
    Allevamento Pergola Trentina
    • Guyot: sistema più usato in Europa. Si elimina la parte di tralcio lasciato sulla pianta dall’anno precedente lasciando un solo tralcio a frutto per l’anno successivo. É una forma di allevamento a potatura mista, a ridotta espansione, adatta per terreni con scarsa fertilità, tendenzialmente siccitosi, dove la vite si trova in condizioni di sviluppo moderato. Si caratterizza per avere un'altezza del tronco che varia dai 30 ai 100 cm, sul quale è inserito un capo a frutto, che viene piegato parallelamente al terreno in direzione del filare e uno sperone (di 1-2 gemme) utilizzato per dare i rinnovi per l'anno successivo. I germogli uviferi, che si sviluppano dal capo a frutto (tralcio), così come i rinnovi, vengono legati a fili di sostegno sopra il tralcio, a loro volta sostenuti da pali di altezza variabile fino a 2 metri.
    • Cordone speronato: permette di ottenere un impianto regolare, garantire un buon equilibrio della produzione, una buona esposizione delle foglie e la possibilità di meccanizzare la vendemmia.
    Vigna Spettacolare