suolo vite

Perché il suolo è importante per il vino? Una guida completa

Sembra che i diversi tipi di suolo, per la coltivazione della vite, siano solo un’ossessione di sommelier e addetti ai lavori. Invece è una componente chiave del terroir. Ma davvero il tema non fa breccia nel cuore degli appassionati di vino? Ci proviamo, con una guida semplice e completa.

Come si fa a raccontare il fascino dei diversi suoli, che giocano un ruolo di protagonisti e determinano le qualità del vino che ci troviamo nel bicchiere?

1. Partiamo da qui: come si comporta la vite?

La vite è molto esigente con il clima, ma ha un’adattabilità straordinaria ai diversi tipi di suoli. Detto questo, ha le sue preferenze anche per il terreno.

2. Quali sono i suoli meno indicati per la coltivazione della vite?

La vite non ama i suoli fertili, che danno vini poco fini e scarsamente inclini all’invecchiamento.

E poi dà risultati meno buoni nei suoli soffici, umidi e salati (e qui emergono ricordi liceali di Ulisse che cerca di farsi passare per pazzo gettando sale sul campo).

3. Quali sono i suoli migliori per la coltivazione della vite?

I suoli poveri e ben drenati sono i migliori per il vino. Il concetto è: meno acqua, più concentrazione di sapori nell'uva e nel bicchiere. Un esempio? I suoli chiamati “Grave”, che sono ciottolosi e determinano quindi una povertà di acqua per la vite permettono di contenere la crescita dell’uva e quindi di concentrare zuccheri e aromi.

E poi le zone collinari sono ottime per la viticoltura di qualità. Per varie ragioni, qui ci interessa l’ottimo drenaggio dovuto alla pendenza del terreno.

4. Lo stesso vitigno dà risultati diversi in base ai vari suoli?

Sì, in terreni diversi lo stesso vitigno dà vini diversi. Si pensi solo al Nebbiolo, al quale abbiamo dedicato una selezione disegnata dal sommelier Nicola Bonera. Abbiamo scoperto il Nebbiolo delle Langhe, mentre altri vini originano dalla stessa uva nel vercellese (Gattinara e Bramaterra), nel biellese (Lessona), nel novarese (Fara, Sizzano, Ghemme), nel torinese (Carema), in Valle d’Aosta (Donnaz e l’Arnad-Monjovet), fino al Valtellina Superiore con le sue vigne eroiche.

5. Le diverse uve hanno preferenze di suolo?

Alcuni vitigni si adattano moltissimo ai diversi suoli, ma la maggior parte in alcune specifiche condizioni dà il meglio di sé. Ecco alcuni esempi:

L’Albana predilige terreni collinari, argillosi, di medio-bassa fertilità.

L’Aleatico ama terreni collinari e sciolti.

L’Arneis predilige suoli leggeri (sabbiosi).

La Barbera si esprime bene in terreni argillosi, di media o scarsa fertilità.

Il Cabernet franc ama i suoli collinari argillosi, ciottolosi.

Il Cabernet sauvignon predilige terreni argillogi non molto fertili.

La Corvina predilige terreni alluvionali.

Il Carmenère ama i terreni sciolti, con poca argilla, ciottolosi.

La Durella ama suoli calcareo-argilloso, in collina.

L’Erbaluce cresce in terreni di sabbia argillosa e ciottoli.

La Freisa predilige terreni calcarei.

La Garganega predilige terreni fertili e sciolti.

Il Grechetto di Orvieto predilige terreni collinari, di media fertilità e argillosi.

Il Gewürztraminer si esprime al meglio in suoli basaltici.

Il Grignolino dà il meglio di sé su suoli asciutti e sabbiosi, con tessitura sottile, a non meno di 300 metri di altitudine.

Il Groppello ama terreni sciolti, in collina non oltre i 300 metri, ben esposti.

Il vitigno Marsanne predilige terreni non troppo ricchi e umidi.

La Malvasia nera predilige terreni di medio impasto, anche fertili, non eccessivamente calcarei.

La Malvasia di Sardegna cresce bene in terreni calcareo-silicei.

Il vitigno Monica sta bene su suoli calcareo-silicei o calcareo-argillosi, non umidi e fertili.

Il Montepulciano ama terreni di medio impasto, profondi, ben esposti.

Il Moscato bianco predilige il suolo di marna calcarea.

Il Moscato di Scanzo ama suoli magri e ricchi di scheletro.

Il Müller Thurgau predilige terreni collinari, non troppo siccitosi, fertili e non calcarei.

Il Negroamaro preferisce terreni calcareo-argillosi.

Il Pinot bianco predilige terreni con bassa quantità di calcare attivo.

Il Pinot nero predilige suoli di scarsa fertilità, calcarei o argilloso-calcarei.

Il Raboso del Piave predilige terreni alluvionali o sassoso-alluvionali.

Il Raboso veronese predilige suoli ciottolosi, alluvionali, sabbioso-limosi, in pianura.

La Ribolla gialla predilige zone collinari, scarsamente fertili.

Il Riesling ama l’ardesia (una roccia dura e scura che cattura il calore).

Il Sylvaner verde ama i terreni acidi, leggeri e ciottolosi.

Il Teroldego ama i terreni molto drenanti.

Il Torbato predilige terreni siliceo-argillosi.

Il Trebbiano di Abruzzo predilige terreni collinari, argillosi.

Il Trebbiano romagnolo predilige terreni freschi, fertili, di limitata siccità estiva.

I terreni preferiti del Traminer aromatico sono quelli con buona dotazione idrica e minerale.

Il Verdicchio si esprime bene in terreni calcareo-argillosi.

Il Verduzzo friulano predilige terreni collinari ben esposti, scarsamente fertili.

La Vernaccia di Oristano predilige terreni alluvionali, di buona fertilità.

Anche per questa ragione, i disciplinari (cioè le regole che definiscono come si debbano fare i vini DOC e DOCG) precisano la natura dei suoli necessaria per far rientrare il vino all’interno della denominazione. Alcuni esempi:

Per Asti e Moscato d’Asti il suolo deve essere calcareo o calcareo-argilloso.

Per Barolo e Barbaresco il suolo deve essere argilloso-calcareo.

Il Chianti richiede substrati arenacei, calcareo-marnosi, da scisti-argillosi e da sabbia.

Il Franciacorta richiede suoli sciolti, ciottolosi e ghiaiosi.

Il Valtellina Superiore richiede un suolo declive e breccioso.

6. Altre curiosità sui suoli

I suoli sabbiosi non sono attaccati dalla fillossera, così come quelli tufacei di origine vulcanica.

vini delle sabbie
Un suolo sabbioso, nella denominazione DOC Bosco Eliceo

La tipologia di suolo si interseca con l’esposizione delle vigne: l’esposizione più adatta è quella che consente buon soleggiamento e luminosità (sud o sud ovest).

Ma per andare più a fondo dei vari suoli, sono 3 gli aspetti chiave: chimica, fisica e storia geologica. Ancora ricordi liceali...

1️⃣CHIMICA

Qual è la componente più diffusa nei terreni vitati?

Il calcare (carbonato di calcio) è praticamente in tutti i suoli. Seguono marne, scisti e argille.

In che modo la tipologia di suolo influenza il vino?

?Un suolo calcareo-marnoso tende a offrire uve dai profumi intensi, buona struttura, ricchezza di alcol e grado zuccherino, poca acidità.

?Un suolo calcareo-argilloso è più propenso alla coltivazione uve a bacca nera, dà vini di colore intenso, ricchi di corpo, complessità, acidità e longevità. Danno vini di grande qualità e sono la maggior parte in Italia.

?Un suolo calcareo-sabbioso regala vini delicati e leggeri, con profumi fini, buona acidità, piacevoli ma non sempre predisposti all’invecchiamento (abbiamo dedicato una selezione a questo tema, creata dal sommelier Luisito Perrazzo).

?Ottimi sono anche i terreni marnoso-ferruginosi, cioè le terre rosse.

?Dai suoli acidi (pH basso) si ottengono vini sapidi e di buona freschezza, non di grande struttura. Quanto ai suoli basici (pH alto, superiore a 7), sono la maggioranza.

2️⃣FISICA

Cos’è la tessitura del suolo?

È un altro fattore importante, questa volta fisico, che indica la granulometria delle particelle di suolo.

Dalle più grandi alle più piccole abbiamo: sabbia, limo, argilla (che insieme formano la “terra fine”), insieme a particelle di diametro superiore a 2 millimetri, nel loro insieme chiamate scheletro.

Come fa, la tessitura del suolo, a influenzare la viticoltura?

?La prevalenza assoluta delle particelle più grosse (sabbia) può rendere il suolo troppo sciolto e quindi non consentire alla vite di trattenere i minerali. Ma se le percentuali sono bilanciate, attorno alla sabbia si dispongono le altre particelle.

?La prevalenza delle particelle più piccole (argilla) favorisce la compattezza del suolo e assorbe l'acqua, rendendo difficile il drenaggio. Anche qui dipende dalle percentuali: se l’argilla non è troppo abbondante, trattiene i nutrienti ma non impedisce l’ossigenazione delle radici.

?Il limo ha caratteristiche intermedie tra sabbia e argilla.

?Ciottoli e pietre non hanno funzioni agronomiche, ma rendono il terreno permeabile e la vita del vignaiolo difficile impedendo l’uso dei mezzi meccanici.

Qual è la migliore tessitura del suolo per la coltivazione della vite?

Il suolo in genere non ha una tessitura soltanto, ma diverse percentuali di particelle di sabbia, limo, argilla. Idealmente, i suoli migliori sono quelli di “medio impasto”.

3️⃣STORIA

La diversa origine del suolo, in termini di storia geologica, influenza il vino?

Certo che sì. Vini che crescono su terreni che hanno una particolare storia geologica, nel bicchiere regalano sfumature aromatiche diverse.

Quali sono i principali suoli quindi?

I suoli fluviali, alluvionali, di origine sedimentaria, glaciale. E i mitici terreni di origine vulcanica, che regalano al vino sfumature uniche, che abbiamo scoperto nella nostra selezione di febbraio.