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Cos'è la viticoltura di precisione: 5 domande e altrettante risposte

Si parla molto di viticoltura di precisione, intesa come una pratica agronomica collegata alla qualità del vino e anche alla riduzione dell’impatto ambientale della coltivazione della vite. Vediamo davvero cos'è davvero la viticoltura di precisione, rispondendo a 5 domande.

La viticoltura di precisione compare per la prima volta negli Stati Uniti attorno agli anni Settanta - il termine è stato usato per la prima volta nel 1990. Si tratta di una strategia agricola che ha l’obiettivo di migliorare la resa e la qualità di un vigneto.

1. Ma cosa si intende, veramente, quando si parla di viticoltura di precisione?

La viticoltura di precisione integra tecnologia e pratiche agronomiche mediante l’acquisizione di un grande numero di dati. In questo modo si arriva a una conoscenza approfondita non solo del vigneto ma delle sue singole porzioni. Nella sostanza, si ricavano informazioni sul ritmo di accrescimento della coltivazione, elemento direttamente collegato alla quantità e alla qualità delle uve che se ne ricaveranno.

2. Di quali strumenti si avvale la viticoltura di precisione?

Del telerilevamento con sistemi satellitari, e ultimamente moltissimo dei droni (con sensori multispettrali), sempre collegando la rilevazione alla precisa localizzazione GPS.

3. Scopo della viticoltura di precisione?

L’obiettivo finale della viticoltura di precisione è la gestione della vigna attraverso interventi efficienti e mirati, addirittura sulla singola pianta.

La viticoltura di precisione è quindi collegata al concetto di zonazione, che significa individuare delle aree del vigneto omogenee fra loro, le cui uve porteranno a ottenere vini con precise caratteristiche organolettiche.

4. Quando si fanno i rilevamenti?

Nella viticoltura di precisione i rilevamenti si svolgono varie volte nel ciclo di vita della pianta, da appena dopo il germogliamento sino alla maturazione dei grappoli.

5. Che tipo di informazioni si ricavano dai rilevamenti?

Si ottengono delle mappe previsionali, georeferenziate, le quali restituiscono lo stato di salute delle singole zone del vigneto (dando dei parametri enochimici). Questo consente di individuare le aree che presentano una diversa potenzialità produttiva, da trattare quindi in modo differenziato.

Quindi?

Stimando il vigore vegetativo delle piante si possono individuare eventuali problemi e differenziare le azioni successive (tra cui concimazione e somministrazione di acqua), migliorando la produttività e riducendo gli sprechi.

Il che, oggi, è un tema centrale.