come tenere un calice di vino

Come si tiene un calice di vino?

Che tu sia una persona esperta di vino, con tante bottiglie nel curriculum o qualcuno che si sta affacciando a questo mondo straordinario, c’è una regola su come si tiene un calice di vino in mano che tutti dovremmo conoscere.

Ma soprattutto tutti dovremmo sapere perché il calice di vino si tiene in un certo modo. Vediamo assieme le ragioni di un gesto, quello di tenere il calice per lo stelo, che rende tanto affascinante la degustazione.

Come si tiene un calice di vino in mano?

Il calice di vino va afferrato dallo stelo, o dalla base, con tre dita.

Perché il vino si tiene dalla base?

Solo impugnandolo dalla base si può osservare il colore del vino e sentirne i profumi, evitando interferenze olfattive e senza riscaldarlo.

Naturalmente, è anche una questione di bon ton, per l’eleganza che la nostra cultura assegna a questo gesto.

Questi principi valgono anche per i bicchieri senza stelo, che andranno impugnati alla base, il più distante possibile dall’orlo.

Dal punto di vista culturale, perché il calice di vino va tenuto dallo stelo?

Il presupposto di base è che il liquido che sta dentro al bicchiere è prezioso e merita la nostra attenzione, per essere capito a fondo.

C’è infatti una differenza tra bere e degustare, e in questa contrapposizione si condensa la distanza tra il vino come nutrimento del corpo e dello spirito, se vogliamo tra il vino per come era inteso nella società contadina dei nostri nonni e la degustazione contemporanea.

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Quando è nato il calice del vino?

I primi bicchieri a forma di imbuto, provvisti di un piccolo stelo, compaiono nel Medioevo grazie all'arte veneziana del vetro soffiato, ma è nel corso dell’Ottocento, con la diffusione del cristallo e l'amore per le forme elegantissime tipico del Liberty, che si sviluppa il calice che conosciamo oggi.

Perché è importante usare il calice giusto per ogni tipologia di vino?

La forma del bicchiere da degustazione è cruciale per fare esprimere il vino al meglio. Lo stelo è fondamentale per valutare colore e profumi senza interferire, come abbiamo visto, il calice ha una forma panciuta e si restringe verso l'alto per concentrare i profumi verso il naso e non disperderli. Forma e dimensione del calice esaltano le caratteristiche di ogni tipologia di vino: più piccoli per quelli giovani e delicati (per evitare la dispersione degli aromi), più ampi per quelli più evoluti (per consentire la buona ossigenazione e la perfetta liberazione dei complessi profumi).

Abbiamo scritto una guida al calice giusto per ogni vino.

Allora perché lo Champagne viene tradizionalmente servito nella coppa?

La coppa è usata per gli spumanti aromatici dolci (il cui profumo esuberante non è penalizzato dall'ampia apertura). E lo Champagne è nato proprio come vino dolce: servirlo ancora oggi nella coppa non è tecnicamente corretto, perché le bollicine e gli aromi si disperdono in fretta, ma ha un grande fascino, perché il gesto e la forma hanno sedimentato l'idea stessa di eleganza estrema che caratterizza lo Champagne.

Tenere il calice di vino dallo stelo: regola assoluta?

L'assoluto non è di questo mondo. Se questo gesto è consigliato per le ragioni che abbiamo spiegato sopra, soprattutto in contesti di degustazione non professionale viva la schiettezza di chi ama impugnarlo per la coppa e non bada ad accorgimenti "copiati". Specialmente se ne ignora il senso!

E in tema di rifiuto di qualunque forma di omologazione, una lezione ci arriva da Josko Gravner, grandissimo vignaiolo friulano, che ha ideato un bicchiere a coppa con due rientranze per assicurarne la presa e dare la sensazione di tenere il vino raccolto dentro la mano.

La spiegazione delle ragioni di questo bicchiere è un piccolo passo di poesia:

L’idea di creare un bicchiere a forma di coppa, mi è venuta per la prima volta nel 2000 quando andai nel Caucaso. Durante quel viaggio, organizzato per vedere le anfore che stavano realizzando per la mia cantina, visitai un monastero sulle colline di Tbilisi. In quella occasione i monaci, oltre a darmi il benvenuto con dei canti religiosi, mi servirono il loro Vino nelle coppe di terracotta. Quel gesto mi rimase impresso, bere del Vino in una coppa senza stelo è molto diverso che da un bicchiere, non vorrei essere frainteso, ma il gesto che la coppa ti impone verso il Vino è più intimo più rispettoso…più umile.

Joško Gravner