Tre uve in via di estinzione

Tre uve in via di estinzione

Le uve possono estinguersi? Cosa succede se un vitigno rishia di essere perduto? Raccontiamo come funziona raccontando le storie di timorasso, turca e perricone: tre uve salvate da vignaioli lungimiranti.

Ebbene sì, anche l'uva, come ogni altra specie vegetale o animale, può estinguersi e quindi scomparire per sempre senza possibilità di essere recuperata. Vediamo la storia di tre vitigni autoctoni italiani: timorasso, turca e perricone.

Timorasso

La storia del timorasso ha un eroe: Walter Massa. Vitigno autoctono a bacca bianca della provincia di Alessandria, il Timorasso ha trovato il suo habitat perfetto sui Colli tortonesi. 

Fino agli anni Ottanta, in Piemonte, nelle zone vitivinicole più vocate si è data la precedenza ai vitigni a bacca nera. Più tardi, quando si è fatta strada la volontà di produrre anche vini bianchi, il cortese la faceva da padrone, più semplice da coltivare e più produttivo. Il timorasso rischiava quindi l'estinzione, ma a credere in questo grandissimo vitigno c'era Massa, viticoltore e vignaiolo che ha scritto la storia della viticoltura italiana proprio credendo nel timorasso e consentendone così la sopravvivenza. Si tratta si un'uva a bacca bianca che dà vini di grande carattere e pregio, tra i migliori in Italia. Dalla sua prima vinificazione, del 1987, molte cose sono cambiate: oggi sono una trentina i produttori che sotto la sua spinta producono il Timorasso, (nella DOC Colli Tortonesi dal 2015), cambiata in Derthona dal 2022 come da proposta di Massa stesso, che nel chiamare la denominazione con l'antico nome dei Colli Tortonesi intende valorizzare ancora di più il legame con il territorio. E spiega: «difendo l’originalità di questo vitigno nella sua culla di appartenenza, lasciando liberi gli imprenditori viticoli di tutto il mondo di utilizzare questa genetica in qualsiasi angolo della terra, perché la genetica appartiene all’umanità, ma il territorio appartiene a chi lo vive, lo cammina, lo ama».

Nelle nostre selezioni di vini di nicchia non potevano mancare i vini di Walter Massa, e di altri produttori dei Colli Tortonesi, da timorasso.

Turca

Nonostante il nome, siamo in Veneto e in Trentino: la diffusione di quest'uva è circoscritta al bellunese e più alla Valsugana. Si tratta di una varietà praticamente sconosciuta, il cui nome non si riferisce all'origine geografica, ma deriva dal dialetto trentino, dove la parola “turco” significa duro. 

Il recupero di quest’uva si deve, in Veneto, alla cantina dei Conti Emo Capodilista, La Montecchia: l’obiettivo che la cantina della provincia di Padova si è data è stato proprio quello di ridare nuova vita a una perla enoica come la turca, vitigno storicamente attestato nel padovano, un'uva oggi ancora del tutto sconosciuta, che anche noi di Sommelier Wine Box valorizziamo proponendola nelle nostre selezioni di bottiglie personalizzate in base ai gusti di ciascuno.

In Trentino, invece, il suo recupero si deve soprattutto alla ricerca del ben noto Istituto Agrario di San Michele all'Adige, anche se anche qui sono davvero poche le cantine che la valorizzano coltivandola. 

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Perricone

Il Perricone è un antico vitigno autoctono della Sicilia occidentale. Presente nell’area dal tempo dei Greci, si tratta di una varietà coltivata per secoli  fra Palermo, Trapani e Agrigento.

La sua sfortuna inizia nell'Ottocento, quando l'epidemia di fillossera decima i vigneti siciliani, e il perricone è molto sensibile all’insetto. Dalla metà del Novecento, invece, con il declino del Marsala la viticoltura locale conosce un periodo di profonda crisi, quindi le vigne vengono espiantate a favore del nero d’avola, supportato dalla critica internazionale. Oggi, soltanto lo 0,3% del vigneto siciliano è impiantato a perricone, e la maggior parte delle uve viene utilizzata come vino da taglio. Una decina di anni fa un piccolo gruppo di vignaioli ha iniziato a recuperare i, pochi, vecchi vigneti rimasti e a riprenderne la vinificazione. Seguendo l’esempio di questi giovani, altre piccole aziende si sono progressivamente aggiunti alle poche che hanno iniziato il recupero.
Il recupero e la valorizzazione di quest'uva restano ancora oggi una scommessa, per cui siamo ben lieti di proporre nelle nostre selezioni vini da perricone, grandi ambasciatori del terroir di un angolo della Sicilia. 

Una delle cantine che più si batte per la valorizzazione del perricone è quella di Marilena Barbera, a Menfi, di cui proponiamo le perle nelle nostre selezioni.

 

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