Tre primati del vino abruzzese che non conoscevi

Tre primati del vino abruzzese che non conoscevi

Dal punto di vista enologico, l’Abruzzo è una miniera da esplorare: se si sa andare oltre la poca conoscenza su questa regione, si incontra un tessuto produttivo vivace e in evoluzione, con vini diversi, vitigni autoctoni importanti e molti stili produttivi. Ecco i tre primati del vino abruzzese che non conoscevi ma da conoscere assolutamente.

In questi giorni si è discusso della battuta infelice di Cristian De Sica sui vini abruzzesi, ritenuti scadenti, cui hanno risposto personalità importanti del mondo del vino quali Daniele Cernilli

Abbiamo messo in fila quello che c'è da sapere sul vino abruzzese: aiuta a capire una regione che ha una lunga tradizione enologica alle spalle e grande futuro davanti a sé.

Il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo

Che a dispetto di battute poco informate da cinepanettone tirasse una buona aria si era capito già nel giugno scorso, quando il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo ha organizzato la Abruzzo Wine Experience dell’anno giunta alla sesta edizione, con 120 addetti ai lavori da tutto il mondo, riunendo quasi 80 aziende, per circa 300 etichette degustate.

L'obiettivo, ben riuscito, è stato quello di far comprendere la straordinaria crescita del livello qualitativo dei vini abruzzesi.

Una lunga tradizione enologica

In Abruzzo infatti si fa vino dal tempo dei Fenici (400 a.C. circa) - prima dei Romani - e nei secoli il territorio ha saputo mantenere viva una grande consapevolezza del valore dei vini locali, con una visione condivisa tra i produttori che oggi è un vanto per la regione.

La produzione di vino in Abruzzo

L’Abruzzo si colloca al quinto posto in Italia per la produzione di vino, con 3,34 milioni di ettolitri l’anno (prima si posizionano Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia).

Ha una produzione divisa sostanzialmente in due tra uve bianche e nere, coltivando uve a bacca nera per il 58% circa, il restante a bacca bianca.

Vitigni e vini dell’Abruzzo

In Abruzzo i vitigni autoctoni sono molto valorizzati, Si tratta del Moltepulciano d’Abruzzo (bacca nera), Cococciola, Passerina, Pecorino, Trebbiano d’Abruzzo (bacca bianca). Anche il Montonico è un’uva del territorio, oggi oggetto di interessanti sperimentazioni.

Montepulciano e Trebbiano sono i capisaldi della tradizione enologica abruzzese.

Il Montepulciano è una delle varietà a bacca nera più importanti in Italia. Regala vini dal colore rosso rubino intenso, fruttati, tannici e di corpo. Oggi è vinificato in chiave contemporanea, che ne valorizza l’ottima freschezza e la facilità di beva senza cedere carattere.

montepulciano d'Abruzzo

Il Trebbiano si fa sempre più strada come uno dei grandi vini bianchi italiani. Il Pecorino è da tenere d’occhio perché ha un enorme potenziale di crescita.

Il Cerasuolo d’Abruzzo, rosato fatto con uve Montepulciano per almeno l'85%, negli anni passati è stato forzato per assomigliare ai vini rosa poco carichi del Nord ma grazie ad alcuni vignaioli rimane di fatto un vino di corpo, struttura, carattere e longevità, come da tradizione.

DOCG abruzzesi

Due sono le DOCG abruzzesi: Moltepulciano d’Abruzzo Colline Teramane e Terre Tollesi (o Tollum). Sette le DOC: Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo, Controguerra, Montepulciano d’Abruzzo, Ortona, Trebbiano d’Abruzzo, Villamagna.

Il Montepulciano d’Abruzzo DOCG si produce lungo la collina litoranea e interna della provincia di Teramo, un’area che scende verso il mare Adriatico. Le brezze provenienti dal mare e dalle colline, associate all’ottima esposizione e alla natura sciolta dei terreni che non consentono all’acqua di ristagnare, garantiscono al Montepulciano d’Abruzzo le condizioni ottimali per produrre uve di alta qualità e tipicità.

Il Montepulciano d’Abruzzo DOCG è un vino rosso fatto con Montepulciano d’Abruzzo per almeno il 90%, con Sangiovese a saldo.

Un rosso di colore rubino profondo, a tratti cupo, ma sempre limpido con profumi complessi di frutti rossi maturi, amarena, ribes, note terziarie di tabacco, liquirizia e cioccolato. Un rosso giustamente tannico, che con l’affinamento diventa particolarmente armonico e vellutato.

Tre primati del vino abruzzese

1. Terre Tollesi: la più piccola DOCG italiana

Il Terre Tollesi DOCG (o Tollum) si produce con sole uve coltivate nel comune di Tollo, in provincia di Chieti. Solo 19 gli ettari vitati, per la DOCG più piccola d’Italia. Tre i produttori: Cantina Tollo (cooperativa), Feudo Antico e Vigneti Radica. All’interno della denominazione si producono queste tipologie di vino: spumante, bianco (anche Superiore e Passito), rosso e rosso Riserva.

2. L’unica denominazione italiana di soli vini rosati

Il Cerasuolo d’Abruzzo dal 2010 è la prima denominazione in Italia dedicata esclusivamente alla tipologia rosa: è un vino che oramai si è fatto strada come un prodotto di alta qualità.

3. Abruzzo: regione dell’anno per Wine Enthusiast

Appena il mese scorso l’Abruzzo è stato eletto Wine Enthusiast‘s Region of the Year.

La nota rivista enologica inglese ha premiato la regione italiana per le sue tradizioni e la forte spinta innovativa. Il mix di villaggi incontaminati, i castelli storici, la gastronomia locale, la tradizione pastorizia e i suoi ottimi vini la rendono un osservato speciale rispetto alle regioni di tutto il resto del mondo. Dal Montepulciano ai grandi bianchi (Trebbiano e Pecorino abruzzese), fino al Cerasuolo d'Abruzzo: vini da scoprire e riscoprire, che riserveranno sorprese nel prossimo futuro.

Bonus: il migliore formaggio dell’anno

Il Gregoriano prodotto dal Bio Agriturismo Valle Scannese è stato premiato come Miglior formaggio dell’anno all’Italian Cheese Award 2022: si tratta di un pecorino a latte crudo che evoca, nei profumi e nel sapore, la tradizione dei pascoli abruzzesi. 

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