Notizie dal mondo del vino: febbraio 2022

Notizie dal mondo del vino: febbraio 2022

Il febbraio 2022 si era aperto con ottimismo, tra alcune discussioni legislative chiuse con i risultati auspicati dagli addetti del settore (sia in Italia sia a livello europeo). Il finale del mese è invece già tutto nella tinta della guerra.

Vediamo cos’è successo in questo febbraio 2022 nel mondo del vino.

BIOLOGICO E BIODINAMICO

A febbraio il Parlamento italiano ha portato avanti la discussione sull’agricoltura biologica: anche su istanza della comunità scientifica, la Camera dei Deputati ha eliminato dal disegno di legge (ddl “Agricoltura con metodo biologico”) l’equiparazione a livello legislativo con quella biodinamica.

Tra i molti, ne scrive il Sole 24 Ore. E un punto si legge sul Post.

LOTTA AL CANCRO IN ETICHETTA

Il vasto piano europeo di azione anti-cancro promosso dalla commissione speciale del Parlamento europeo “Beca” ha agitato il mondo di vino e birra, preoccupato per l’indicazione in etichetta di avvertenze speciali sui rischi per la salute in forza del legame tra consumo d'alcol e insorgenza del cancro.

L’agroalimentare italiano è insorto con forza e sono passati gli emendamenti presentati da alcuni eurodeputati i quali hanno chiesto che nel piano si specificasse che c'è differenza tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche. L’Europarlamento ha sostanzialmente chiuso la strada all'ipotesi di indicare in etichetta avvertenze sul modello di quelle delle sigarette. Il terreno di discussione è stato proprio la valorizzazione della differenza tra uso e abuso.

Tra i tanti, se ne felicita la FIVI, ne scrivono Europa Today Vanity Fair, mentre (in inglese) mette bene in fila tutto Decanter.

SESSISMO

Tra gli addetti ai lavori, ha fatto discutere l’attaccamento a un regolamento visibilmente fuori tempo massimo da parte della Fondazione Italiana Sommelier, regolamento che prevede una sola divisa per le donne: quella con la gonna.

A raccontare la sua storia è stata Nicole Hesslink, che chiedeva alla FIS informazioni sul perché dell’obbligo e ha visto invocare ragioni estetiche (sic). Dopo avere domandato di avviare un’azione formale che consentisse di ripensare alla regola è stata accompagnata alla porta. Alla vicenda Laura Donadoni ha dato risonanza alla storia nel suo profilo IG.

La notizia è stata ripresa da Intravino e Linkiesta Gastronomika Repubblica. Sul dare chiara evidenza dell'identità [nome e cognome] di Nicole Hesslink che ha sollevato il caso si può lavorare ancora meglio.

NFT E VINO

Il mondo del vino si apre agli Nft ("Non Fungible Token"), strumenti creati per dare un'univoca identità digitale a oggetti collezionabili, in particolare per accertarne autenticità e proprietà. Questa opportunità inizia a essere colta dal mondo del vino specie in relazione a bottiglie particolarmente pregiate e collezionabili.

Di questa e di altre - prime - risposte del mondo del vino alle innovazioni digitali dell’oggi scrive Il Sole 24 Ore.

LUTTI

È morto improvvisamente Franz Haas, noto produttore altoatesino che tanto ha sperimentato, soprattutto rispetto al Pinot Nero.

A febbraio è mancato Antonio Tomacelli, fondatore e direttore di Intravino, che ne scrive un sentito ricordo collettivo.

PREVISIONI PER IL 2022

Continuano anche a febbraio le previsioni per il 2022, che specie a inizio mese continuava a vedere un certo ottimismo per l’export di vino italiano, anche in forza della relativa stabilità raggiunta in Occidente nella lotta alla pandemia.

Grandi preoccupazioni, invece, per la produzione e per i forti rincari dei prezzi.

Gettando lo sguardo verso il lungo periodo, fare vino tenderà sempre più a essere una pratica eroica: lo chiarisce uno studio dell'Università di Padova, coordinato dal prof. Paolo Tarolli.

CONSEGUENZE DELLA GUERRA

Come prevedibile, la guerra tra Russia e Ucraina avrà effetti anche sull’export di vino italiano. L'analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base dogane fa delle previsioni in relazione ad ambo i Paesi, l’Italia essendo il primo fornitore di vino di entrambi.

Le prime avvisaglie sarebbero già palesi, a giudicare dalle code di camion alla frontiera tra Lettonia e Russia, con importanti quantitativi di merci non ritirate in dogana.