carbonara e vino abbinamento

Che vino abbinare alla carbonara?

La carbonara ha quel fascino speciale e tutto italiano di un piatto che sa unire pochi, semplici, ingredienti per ottenere un risultato superbo, ricco di profumi e sapori. Emblema stesso dell’italianità, fuori dal Bel Paese si è diffuso con variazioni di ricette che trasformano studenti in Erasmus in chef stellati, cervelli in fuga in giro per il mondo in paladini della cucina italiana più filologica, tra l’ammirazione di amici e colleghi. Ma una volta preparata, con che vino si abbina la carbonara?

Carbonara day o no, quando ci si presenta davanti un piatto di carbonara preparato come si deve, è impossibile resistere! E non c’è nulla di meglio che gustarlo insieme a un ottimo calice di vino... Ecco quali vi suggeriamo di sperimentare in abbinamento!

Qual è l’origine della carbonara?

Le origini di questo piatto si perdono tra storia e leggende. La versione più accreditata ci porta a Roma nel 1944, e vede il giovane cuoco bolognese Renato Gualandi, combinare diversi ingredienti a sua disposizione (latte in polvere, uovo liofilizzato, bacon e burro fuso) per dei generali americani e inglesi. Nasce così l'antenato della carbonara, con grande soddisfazione dei commensali. Lo stesso piatto sarebbe stato proposto dal cuoco durante un incontro ufficiale tra l’Ottava Armata inglese e la Quinta Armata americana, a Riccione, poco dopo, il 22 settembre 1944. Insomma, la carbonara sarebbe la combinazione perfetta tra la capacità di inventiva italiana e gli ingredienti protagonisti della cucina anglosassone. E non a caso negli Stati Uniti la carbonara ha poi grande diffusione.

Quando compare la prima ricetta scritta della carbonara?

La prima ricetta, in Italia, compare nel 1954 ne “La Cucina Italiana” e comprende spaghetti, uovo, aglio, gruviera e... pancetta. Ma già due anni prima, negli Stati Uniti in una guida dei ristoranti di Chicago, Patricia Bronté recensisce un locale riportando una ricetta della carbonara. Le basi della ricetta sono gettate: da lì in poi verranno perfezionate.

Come si fa ad abbinare carbonara e vino?

Basta conoscere le caratteristiche del piatto, che sono varie e definiscono uno spettro complesso di sapori. Ha una tendenza dolce (dovuta all’uso del tuorlo e alla pasta stessa), consistenza grassa e sfiziosamente untuosa (per via del guanciale), con una nota croccante e amarognola data dal guanciale. E poi è un piatto succulento, saporito e persistente, grazie al pecorino e al pepe.

Tre semplici regole per abbinare la carbonara

1. La carbonara è un piatto complesso, per questo la scelta del vino deve tenere presente la struttura importante: un vino troppo beverino rischierebbe di passare inosservato. Al contrario, il vino deve avere carattere per stare alla pari con un piatto così profumato e ricco.

2. Per l’esito notoriamente grasso, il vino ideale dovrà avere una bella acidità.

3. Come regola generale, si può cercare un abbinamento che giochi soprattutto con una delle caratteristiche del piatto, ma vanno tenute ben presenti tutte.

Quale vino abbinare alla carbonara?

Un abbinamento territoriale è d’obbligo. La carbonara perfetta ci farà sempre fare un viaggio a Roma dove, seduti al tavolo di legno di una vecchia trattoria, ordineremmo, per esempio, un calice di Lazio Moscato Secco, come quello della cantina Stefanoni proposto nella nostra Tappa 20.

Un abbinamento per concordanza giocato sulla tendenza dolce può portare in tavola un vino rotondo e morbido. Provate uno Chardonnay, possibilmente con qualche anno di affinamento sulle spalle, ma anche un Soave Classico come quelli di grande carattere proposti nelle nostre selezioni di Tappa 23 (di Balestri Valda) e di Tappa 35 (de Le Battistelle). Le note fruttate e agrumate del Soave regalano anche sfumature fresche, in grado di ammorbidire il sapore carico della carbonara.

Un abbinamento spumeggiante pulirà egregiamente la bocca dalla nota untuosa della carbonara. Tra le tante possibilità, perfetto è il Metodo Charmat Durello proposto in selezione questo mese, specialmente se preparerete la carbonara per gustarla in giardino, in una giornata di cielo limpido e sole, magari per festeggiare un’occasione importante.

Un abbinamento naturale è suggerito dalla nostra Tappa 32, con il Daphné di Cosimo Maria Masini, un 80% Trebbiano 20% Malvasia che macera sulle bucce per una settimana. Freschezza e sapidità di un bianco, struttura di un rosso: un vino naturale in grado di stupire con la carbonara.

Perché non osare con un rosso? Se amate i sapori decisi e non vi tirate indietro di fronte e pepe e pecorino, la vostra carbonara può reggere anche accostamenti con rossi come la Barbera, priva di tannini troppo importanti. Suggerimenti dalle nostre selezioni arrivano dalla Tappa 21 (di Bruno Verdi) e dalla Tappa 34 (di Adriano Marco e Vittorio).

Ottimi risultati si ottengono anche con i rosati, che per loro natura sono vini che hanno la delicatezza e i profumi dei bianchi ma anche la struttura dei rossi. Tra i vari rosati proposti, abbiamo dedicato un’intera selezione ai Rosati del Salento, vini super gastronomici.

Per un abbinamento creativo e decisamente gourmet, proponiamo una Vendemmia Tardiva da uve Catarratto come quella in selezione questo mese. Un vino con una tendenza solo leggermente dolce, di grande carattere, che bene si sposa con la ricchezza sontuosa della carbonara.

La ricetta per la carbonara?

Per 2 persone: 160 gr di spaghetti, bucatini o rigatoni; 60 gr di guanciale (quello amatriciano è perfetto, caratterizzato dalla presenza di aglio); un tuorlo a persona se grandi; 25 gr di pecorino romano; sale, pepe.

Carbonara ricetta romana

In una scodella capiente, separare l’albume dai tuorli e montarli leggermente con la schiumarola. Tagliare il guanciale a quadretti spessi e mettere in padella. La padella deve essere a secco e il guanciale deve andare a fuoco basso, per rilasciare tutto il suo grasso.

Fare bollire l’acqua e aggiungere il sale. Aggiungere anche gli spaghetti (non dovranno assolutamente essere spezzati) o la pasta prescelta.

Dopo qualche minuto, versare un cucchiaio di acqua di cottura della pasta sulla scodella con i tuorli. E poi aggiungere il pecorino e il pepe. Mescolare e se la crema è troppo liquida aggiungere pecorino, al contrario acqua di cottura. Nel frattempo alzare la fiamma del guanciale, per farlo friggere leggermente e farlo diventare croccante.

Scolare la pasta due minuti in anticipo e finire la cottura nella padella del guanciale. Versare la pasta sulla scodella contenente la crema e mantecare. Questo passaggio è il più importante e delicato, che caratterizza la vera carbonata romana… le uova non devono diventare frittata! Servire insieme al pecorino.

E allora cin cin e buon appetito... E non dimenticatevi di fare la scarpetta!

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